Infografica Online Shopping e codici sconto 2015

Il 2015 consacrerà (come se ce ne fosse bisogno) la crescita costante dell’e-commerce in Italia.
Un trend che non conosce battute d’arresto oramai da anni e che si riconferma anche per il 2015, come dimostra il +10% indicato come dato di crescita nel primo semestre, dagli iscritti AICEL (Associazione Italiana di Commercio Elettronico). Un dato destinato a crescere e supportato principalmente dal turismo (+30%) e dagli e-commerce Multiprodotto (come Amazon, eBay) con un +40% che hanno in parte eroso il fatturato di Elettronica, Salute&Bellezza e soprattutto Editoria.

Noi italiani, si sa, teniamo alle “tradizioni” e quindi lo shopping da desktop continua a dominare la scena, ma seguono a ruota smartphone (+25%) e soprattutto tablet con un interessante 100%. Come si diceva il turismo è sicuramente uno dei settori in crescita, ma a tenergli testa è la moda con il 22% e a seguire bellezza/salute (15%) e Casa e Arredamento (7%).
Il canale preferito per il pagamento dei propri acquisti si conferma la Carta di Credito nel 45% dei casi, seguita subito dalla soluzione PayPal (20%); al terzo posto e in continua crescita troviamo il bonifico con il 17%, che si presenta come una valida alternativa agli altri due metodi di pagamento online.



La percentuale di conversione in acquisto, ovvero la percentuale degli acquisti conclusi rispetto alle visite all’e-commerce si fermano però al 2%. Un muro difficile da sfondare, per due ragioni principali: l’utente è abituato a cercare lo stesso prodotto a prezzi più bassi nel 47% dei casi e ritiene molto spesso (nel 49% dei casi) le spese di spedizione troppo alte.
Proprio per questo motivo sono sempre di più gli ecommerce che propongono incentivi all’acquisto.
Tra i più forti troviamo indubbiamente le flash sale, proposte dal 65% delle aziende e i codici sconto di durata limitata, proposti dal 49% degli intervistati e utilizzati dagli ecommerce in particolar modo su prodotti entry/medium level nel 70% dei casi.
Spesso le due soluzioni promozionali si incrociano, con codici sconto di breve durata che vengono utilizzati maggiormente per incentivare gli acquisti d’impulso (viaggi last minuti, moda, beauty) mentre in settori come Casa&Arredamento, i codici sconto hanno una durata più lunga, anche di un mese, permettendo così uno sconto anche su acquisti che necessitano di maggior tempo di riflessione.
Considerando che i codici sconto aumentano mediamente del 20% le vendite, è chiaro che il couponing e la caccia all’offerta stia migrando sul web.
Dal quadro emerge che più della metà delle aziende propone codici sconto 3 o 4 volte all’anno, mentre altre aziende li propongono molto più spesso: quasi il 30% un paio di volte al mese, mentre più dell’8% li propone addirittura una o due volte a settimana!

Ma cosa convince maggiormente un utente a concludere un acquisto?
Sicuramente le spese di spedizione annullate sono il benefit preferito dai clienti, soprattutto quando il costo totale del carrello è comunque abbastanza basso (altrimenti, quale risparmio ci sarebbe?), eppure le aziende non concedono troppo facilmente questo tipo di sconto, accettato molto spesso solo al raggiungimento di una determinata soglia di spesa.

Alle spese di spedizione gratuite le aziende preferiscono il codice sconto percentuale sul carrello, coupon comunque molto apprezzato anche dai clienti. Al terzo posto si posiziona lo sconto a importo fisso, meno popolare nel campione intervistato. Il rapporto tra i due tipi di codici sconto vede infatti la netta prevalenza dello sconto percentuale (con il 69%) sullo sconto fisso.
Un altro sconto messo a volte a disposizione dalle aziende è quello valido solo attraverso le app (dalle quali ad oggi non avviene più del 20% degli acquisti)

Non è un caso che i clienti che maggiormente utilizzano i coupon sono quelli fidelizzati (65 %), rispetto ai clienti nuovi (35%): dato che fa rima con il fatto che il mezzo preferito per la diffusione dei coupon è la newsletter agli iscritti (45%), seguita dai social media (27%) e poi dal sito aziendale (23%).

Un quadro confortante per l’e-commerce, quello che emerge dal sondaggio AICEL e dai dati forniti da Tradedoubler, che supporta la scelta di molti imprenditori di aprire al mercato digitale, al mobile e alle vendite online anche per l'estero.

 

 

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